L’uomo che sapeva troppo (di leoni!)

Potrebbe sembrare impossibile, ma quando si parla di “Kevin Richardson” non è consentito usare la parola “impossibile” nella stessa frase.
Kevin Richardson è uno zoologo e comportamentista sudafricano, e fin qui tutto bene, se non per il fatto che è meglio conosciuto come “Lion Whisperer“, ovvero “l’uomo che sussurra ai leoni”: ebbene, la verità è che non solo è in grado di “sussurrare” ai leoni (probabilmente sussurrerà delle parole magiche, considerando una simile impresa), ma è letteralmente in grado di interagire come se appartenesse al branco di leoni.

È davvero semplice ritrovare sul Web svariate immagini che ritraggono Richardson mentre abbraccia un leone o mentre nuota con una leonessa, ma non è cosa altrettanto facile abituarsi ad un dono cosi straordinario.
Dopo essersi laureato in Anatomia e Fisiologia, cominciò a lavorare nell’ambito della riabilitazione post-operatoria. Finché, un bel giorno tutto cambia: all’età di 23-24 anniarriva l’opportunità di lavorare a stretto contatto con i leoni, all’interno di un parco in Sudafrica: e cosi, tutto ha inizio. Richardson cominciò quindi a donare se stesso ai leoni (calma, non in senso letterale!), giorno dopo giorno, inventando una relazione basata su manuali di comportamento non ancora scritti: niente luoghi comuni e rigide regole secondo lo studioso, che riferisce: “un leone non è qualcosa che si possiede, ma èkevin richardson 2 un essere dotato di sentimenti, dunque devi considerare ciò e costruire un legame cosi come avviene in qualsiasi altro genere di relazione“, una frase che si è subito diffusa sul Web, cosi come i suoi incredibili filmati.

Tuttavia, un altro aspetto straordinario della storia sta nelle meritevolissime missioni portate avanti da Kevin Richardson, apertamente contro ogni genere di crudeltà nei confronti di questi animali, come nel caso della caccia illegale di leoni o della cosiddetta “canned hunting“, che consiste nella caccia di questi animali semplicemente per sport, in cui i leoni vengono allevati sin da cuccioli con questo intento, una pratica purtroppo ancora molto diffusa in Africa.

Proprio nell’intento di portare avanti le sue missioni benefiche, lo zoologo ha creato un “santuario”, chiamato Wildlife Sanctuary, ovvero un rifugio per leoni, iene (iena striata e iena macchiata) e esemplari di leopardo nero, con lo scopo di preservare e proteggere questi animali dall’estinzione, un rischio sempre attuale con certe “specie umane” nelle vicinanze. Richardson, inoltre, cerca di diffondere una maggiore consapevolezza  tra i bambini, essenziali in un processo di sensibilizzazione verso gli animali e i loro bisogni. In realtà, tutti dovremmo essere forti sostenitori della salvaguardia degli animali, trovando concretamente un modo, anche tutto personale, di contribuire alla causa.
 kevin richardson and lion
Durante un’intervista Richardson dice: “Certo, mi rendo conto dei rischi che incontro lavorando con animali di questo calibro. Ho pesato attentamente i pro e i contro, e i pro superano di gran lunga i contro“.

In poche parole: quando la ragione si ferma, è il cuore che va avanti e oltre.

kevin richardson and lion hug

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